Intervento in Consiglio sulle scuole paritarie

Questo post è stato scritto da Paolo Natali il 31 marzo, 2009

Nel corso del Consiglio Comunale del 23 febbraio 2009 sono intervenuto sulla delibera che modifica la Convenzione con le scuole paritarie.

Ecco il testo dell’intervento. 

 Grazie Presidente. L’Assessore sa che io ho guardato questa delibera con molta attenzione sia nel momento in cui ci venne sottoposta per l’approvazione e anche poi circa le modalità della sua applicazione. L’attenzione con la quale io avevo guardato la convenzione a suo tempo era principalmente, ma non solo, in quanto con questa delibera, con la nuova convenzione si modificavano i criteri di finanziamento, in particolare veniva abolito il buono scuola ed introdotto questo sistema di incentivi e disincentivi. La preoccupazione dalla quale io ero mosso allora era che con l’eliminazione del buono scuola, intanto, si sottraeva a un certo numero di famiglie in condizioni economiche meno agiate la possibilità di fare questa scelta e mi riservavo, quindi, di verificare, ma non mi riservavo io, ma il Consiglio comunale stesso con l’inserimento di uno specifico emendamento nella delibera si riservava la facoltà di rivedere i risultati dell’applicazione di questa delibera, in corso d’opera. Come l’Assessore diceva, siamo adesso ormai verso la fine del secondo anno di applicazione. In Commissione sono stati forniti numerosi dati, rispetto al primo anno di applicazione. Poi l’Assessore diceva che fra poco avremo anche i dati sul secondo anno, in particolare per verificare gli effetti dei disincentivi che soltanto in questo secondo anno sono stati applicati. Io stamattina ho detto brevemente in Commissione e ripeto qua che comunque per quello che riguarda il tema economico, cioè delle ricadute sulle famiglie dell’eliminazione del buono scuola e dell’introduzione almeno di un criterio incentivante che tende a premiare quelle scuole che hanno un limite massimo di retta inferiore ai 200,00 euro e che soprattutto adottano delle modalità di sconti alle pluriutenze e introducono anche il criterio dell’ISEE per l’applicazione della tariffa, mi pare aver dato dei risultati positivi. Di fatto, sono soltanto 5 su 28 le scuole che hanno completamente ignorato quest’approccio. Io so bene che questo sistema dal punto di vista economico non avrà dato comunque a tutte quelle famiglie che a suo tempo godevano del buono scuola gli stessi benefici e, tuttavia, credo che abbia proprio per questi risultati spalmato maggiormente quest’effetto e, quindi, da questo punto di vista mi pare che dei risultati positivi si siano raggiunti. Mi pare in generale che questo sistema, al di là di quest’aspetto pure importante di carattere economico, si stia rilevando positivo, soprattutto se verrà monitorato costantemente e anno per anno adeguato con l’ottica e con l’obiettivo di produrre un costante miglioramento delle scuole paritarie che tenda sempre di più a uniformarle a quello che è la scuola pubblica dell’infanzia oggi. Mi sembra che anche con le modifiche che vengono proposte adesso si vada in questa direzione, ma ripeto il discorso non è finito, è un discorso che deve essere costantemente seguito e proprio utilizzando questo sistema degli incentivi e dei disincentivi per questa finalità. In questo senso io credo che si possa fare ancora di più, tenendo anche conto in parte di quello che diceva il collega Monteventi. Dico solo in parte, perché quello che diceva il collega Monteventi che, peraltro riportava, ovviamente condividendole, una serie di osservazioni fatte da persone che conoscono bene il sistema, mi sembra che quello che diceva il collega Monteventi in parte rispecchia ancora un pregiudizio negativo nei confronti delle scuole paritarie che io non condivido, anche se personalmente la mia preferenza è sempre stata per la scuola pubblica, ma riconosco che è impossibile prescindere dal sistema delle scuole paritarie, visto il numero di bambini che ospitano. Tuttavia alcuni aspetti che lui sottolineava, secondo me, meritano attenzione. Ad esempio, io non lo so se davvero ci sia qualche scuola che a fronte di domanda di inserimento di bambini handicappati, li rifiuta e a me pare questo un elemento da verificare e non so se tale da dover addirittura sospendere e escludere questa scuola dal sistema della convenzione. Noi abbiamo a monte, credo che lo dirà poi l’Assessore, questo fatto del riconoscimento della qualifica di scuola paritaria, rispetto al quale noi non possiamo fare molto. Allora, io credo che, però, al di là di questo, dobbiamo utilizzare il più possibile il sistema degli incentivi e disincentivi, in particolare per quello che riguarda il bilancio. Credo, cioè, che una volta eliminato opportunamente il tetto che l’Assessore diceva è stato eliminato per ragioni di equità, a questo punto gli incentivi e i disincentivi possono avere un’entità anche abbastanza elevata, cioè avere davvero un effetto di miglioramento e di sempre maggior adeguamento delle scuole paritarie a quello che sono le scuole pubbliche. Ripeto. Credo che questo per i bilanci sicuramente potrà essere fatto, perché non credo che abbiamo la possibilità in presenza di una classificazione di una scuola come scuola paritaria di dire: “ti togliamo il contributo”. Però ci sono degli aspetti, ripeto come questo dell’handicap, che se verificati, a me paiono davvero preoccupanti. Altra cosa mi pare il discorso delle scuole Cerreta, dove tutto sommato siamo davanti a principi educativi, sui quali si può essere d’accordo o non d’accordo. Io personalmente ho delle perplessità, ma nel momento in cui noi rspondiamo a un’offerta del 103%, io credo che c’è tutta la possibilità per un genitore di dire: ” non scelgo quella scuola, ne scelgo tante altre che questa possibilità me la danno”. Concludo. Mi pare che il sistema che è stato introdotto con questa nuova convenzione stia dando buoni risultati, ma invito l’Amministrazione a un monitoraggio costante, a un utilizzo davvero sfidante e incisivo del sistema degli incentivi e dei disincentivi. Grazie.

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Commenti dei lettori

nON ENTRO NEL MERITO DEL DIBATTITO SUI FINANZIAMNTI ALLA SCUOLA PRIVATA, MI SENTO PERO’ COME GENITORE DI UNA FIGLIA IN ETA’ SCOLARE DI FORNIRE UN CONTRIBUTO DI TIPO INFORMATIVO, RIGUARDO LE SCUOLE CERRETA CHE, A PARER MIO, SONO DIVENTATE UN CASO IN MODO STRUMENTALE E POCO CORRETTO. IO SONO LAICA E HO ISCRITTO MIA FIGLIA ALLE SCUOLE CERRETA, ELEMENTARI, PERCHE’ HO CONDIVISO E CONDIVIDO IL PROGETTO FORMATIVO. NON TROVO DISCRIMINATORIO CHE SI ACCETTINO SOLO FEMMINE, PERCHE’ LA SCUOLA OMOLOGA HA DELLE FONDAMENTA CULTURALI DECENNALI, NON SOLO IN ITALIA MA NEL MONDO ANGLOSASSONE. PERSONALMNTE HO TROVATO UNA GRANDE APERTURA IN QUESTA SCUOLA, DOVE HO POTUTO TRANQUILLAMNTE DIRE DI ESSERE UNA NON CATTOLICA, MIA FIGLIA E’ PORTATRICE DI UN HANDICAP E USUFRUISCO OGNI ANNO DI UNA RETTA AGEVOLATA SULLA BASE DEI REDDITI FAMILIARI, RETTA CHE SI DISCOSTA DI POCO DA QUANTO MI COSTEREBBE LA SCUOLA PUBBLICA DOVE CMQ SI PAGA LA MENSA ( E NON POCO). LE FAMIGLIE CHE CON ME HANNO SCELTO DI CONDIVIDRE QUESTO PERCORSO SCOLASTICO SONO PER LA MAGGIOR PARTE DELLE FAMIGLIE “NORMALI”, LAVORATORI E LAVORATRICI E NON FAMIGLIE “RICCHE” COME SI E’ LETTO SUI GIORNALI, PRESENTANDO LA SCUOLA CERRETA COME ELITARIA E DISCRIMINATORIA.
LA SCUOLA NON E’ UN CAMPO DI BATTAGLIA DOVE FARE POLITICA MA DOVE FAR CRESCERE I PROPRI FIGLI. TROVO GIUSTO CHE TUTTI POSSANO ACCEDERE A UN VENTAGLIO DI OFFERTE FORMATIVE CHE SPAZIANO DALLA PUBBLICA ALLA PRIVATA IN TOTALE AUTONOMIA, E’ GIUSTO VIGILARE MA ANCHE INFORMARSI PRIMA DI AFFERMARE FALSITA’ CHE COLPISCONO POI FAMIGLIE E BAMBINI CHE CREDONO IN UN PROGETTO E LO PORTANO AVANTI CON IMPEGNO E PARTECIPAZIONE.

#1 
Scritto da GIULIA LA FACE il 31 marzo, 2009 @ 18:55

Grazie per il suo commento molto pertinente e che conferma quanto ho inteso affermare in conclusione del mio intervento.
Paolo Natali

#2 
Scritto da Paolo Natali il 1 aprile, 2009 @ 08:54

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