A qualcuno non preme il Crocifisso ma dividere il PD!

Questo post è stato scritto da Paolo Natali il 24 dicembre, 2009

crocifisso

Crocifisso a scuola

Nel corso del Consiglio comunale del 21 dicembre si sono discussi i due ordini del giorno presentati dal Pdl e dalla lista Guazzaloca-Udc in merito alla sentenza della Corte europea sul Crocifisso nella aule scolastiche. In questa circostanza si è avuto conferma che ai proponenti non stava a cuore la difesa del Crocifisso ma cercare di mettere in difficoltà il gruppo PD su una questione che avrebbe dovuto fare emergere le divisioni tra laici cattolici e laici “diversamente credenti”.
Nei giorni precedenti all’interno del gruppo PD si è sviluppato un ampio confronto su questo tema. Ad avviso di alcuni consiglieri, tra cui il sottoscritto, sarebbe stato inadeguato limitarsi a votare contro i due Odg della minoranza, denunciandone il carattere strumentale, ma si riteneva necessario predisporre un Odg che fosse la sintesi delle nostre opinioni in merito: questo infatti dovrebbe essere il nostro modo di lavorare, dando un senso all’appartenenza ad un partito plurale ma capace di elaborare una propria posizione anche sui temi “eticamente sensibili”.
Ecco il testo sul quale avevamo trovato una convergenza.IL CONSIGLIO COMUNALE DI BOLOGNA
in relazione al dibattito suscitato dalla recente sentenza della Corte Europea dei Diritti Umani sull’esposizione del crocifisso nelle scuole ;
RESPINGE
il tentativo di strumentalizzazione politica dei simboli religiosi;
RITIENE
che la decisione di esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche non possa essere oggetto di obblighi o di divieti a priori definiti in sede politica, che finirebbero per alimentare sterili contrapposizioni ideologiche piuttosto che favorire dialogo e rispetto delle differenze culturali e religiose;
ESPRIME L’AUSPICIO
che argomenti di tale valore simbolico vengano trattati con la delicatezza e la capacità di ascolto reciproco che essi meritano, collocandoli nel quadro di una legislazione attenta a promuovere la crescita della comunità civile e il suo riconoscersi in valori comuni purché nel pieno rispetto della serena convivenza tra le ispirazioni diverse presenti nella società.

Dal punto di vista procedurale era necessario, per poter votare anche il nostro Odg, collegarlo ad uno degli Odg presentati dalla minoranza. Il capogruppo Lo Giudice, forse ingenuamente, ha deciso di collegarlo a quello del Pdl. A questo punto, per evitare il nostro pronunciamento positivo ed impedire la manifestazione di volontà unitaria del PD (che, evidentemente, era l’unica cosa che premeva di evitare) il Pdl ha ritirato il proprio Odg provocando automaticamente la caduta dell’Odg del PD. Pertanto è stato messo in votazione soltanto l’Odg del gruppo Guazzaloca-Udc che è stato bocciato dalla maggioranza. Personalmente ho rifiutato di partecipare al voto e di sottomettermi all’”imboscata” del Pdl. Credo che si sarebbe dovuo far mancare il numero legale, usando, certo in modo strumentale, l’arma regolamentare, per rispondere all’uso strumentale del regolamento da parte del Pdl.
Il proposito manifestato dal capogruppo Lo Giudice è quello di ripresentare in modo autonomo il nostro Odg per votarlo in una delle prime sedute di gennaio.
Ritengo che l’episodio, in sé privo di conseguenze amministrative, debba comunque fare riflettere sui veri intenti di una parte della minoranza e sull’importanza, da parte del Pd, di confermare la prassi del confronto e del dibattito interno, alla ricerca, faticosa ma feconda, di una nostra sintesi unitaria sui problemi che l’agenda politica ci propone.

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