Cattolici nel PD

Questo post è stato scritto da Paolo Natali il 18 febbraio, 2010

Nei giorni scorsi la stampa ha dedicato una certa attenzione, come capita di tanto in tanto, al tema dei laici cattolici bolognesi appartenenti al Partito Democratico. L’occasione è stata offerta dalle lamentele di chi si è sentito escluso dalla lista dei candidati per le elezioni del Consiglio regionale,  a causa della propria fede, o di chi ritiene che il PD non valorizzi adeguatamente, in termini di posti nelle istituzioni, i laici credenti.

La mia opinione è che non abbia senso considerare i cattolici che hanno scelto di stare nel PD come un gruppo compatto ed omogeneo, quasi fosse una corrente tra le tante, troppe, che popolano il partito, ridotto, come qualcuno ha giustamente lamentato, ad un insieme di tribù.

Se c’è un ambito nel quale i cattolici impegnati in politica, non solo nel PD ma in tutti i partiti, dovrebbero trovare unità e concordia, è quello ecclesiale, nel quale e dal quale trarre formazione ed alimento per il proprio impegno. Una unità ed una concordia che potrebbe e dovrebbe manifestarsi soprattutto nello stile e nel modo in cui manifestare ed esprimere le proprie opinioni e le proprie scelte, aperto al dialogo ed al confronto civile, che rifiuta l’insulto e la demonizzazione dell’avversario, che privilegia la libertà e la verità, anche quando questa è scomoda per la propria parte politica, che mette al primo posto il bene comune più che le proprie ambizioni personali: sarebbe questo un servizio inestimabile che i cattolici di destra, di sinistra e di centro potrebbero rendere alla buona politica ed al paese, soprattutto in un momento come quello attuale.

Quanto poi alle scelte politico-amministrative da compiere, il Concilio c’insegna che si tratta di scelte opinabili e che a nessuno è lecito rivendicare a sè la rappresentanza del mondo e dei valori cattolici, anche se ciascuno di noi cercherà di tradurre nel modo che a lui, in coscienza, pare più coerente, nella situazione concretamente data, le indicazioni del Magistero, come espresse nella dottrina sociale della Chiesa e, in ultima istanza, l’ispirazione del Vangelo.

Mi chiedo che senso ha allora rivendicare rappresentanza unitaria di un mondo che si presenta nei fatti segnato da diversità legittime che dovrebbero essere considerate una ricchezza, da portare a sintesi attraverso il dialogo, e non uno scandalo da eliminare. Scandalo (ho ascoltato con amarezza in questi giorni opinioni al riguardo da parte di amici non credenti del PD) è piuttosto quello che stiamo offrendo sui giornali, dove non risaltano idealità e valori ma, mi pare,  personalismi e ricerca di visibilità.

Commenti dei lettori

Mi rendo conto che in Italia ci sono ragioni storiche che giustificano l’utilizzo della categoria “cattolici” nel discorso politico pubblico con la stessa naturalezza con cui si usa la parola “socialisti” o “liberali”.

Tuttavia, a me - italiano che vive in Svezia - continua a sembrare strano che in un paese occidentale e relativamente moderno, si ragioni in termini di “quote” in relazione al credo dei politici eletti.

In primis, mi stupisce proprio il concetto di “quota”: le “quote” sono usate nei parlamenti di tanti paesi per compensare evidenti squilibri rappresentativi (per esempio le “quote rosa”: 20% di parlamentari donne a fronte di 50% di donne nella popolazione nazionale) oppure per tutelare minoranze etniche in situazioni conflittuali (per esempio le varie tribù beduine nel parlamento giordano o i “same” in alcuni paesi nordici). Mi sembra che i cattolici, nel panorama politico italiano non siano ne’ sottorappresentati ne’ minoranza a rischio di conflitto. [Forse avrebbe più senso un sistema di quote a tutela dei musulmani o dei popoli ROM, se proprio volessimo parlare di quote sul serio...]

In secondo luogo, mi sembra che non esista una categoria politicamente uniforme dei “cattolici” (ne è riprova il fatto che si trovano sedicenti “cattolici” dai verdi arcobaleno fino a forza nuova). Il che secondo me è lapalissiana evidenza del fatto che la parola “cattolici” (mi riferisco solo all’ambito politico, ovviamente!) è un’etichetta nota e rassicurante, ma priva di un significato univoco e preciso. Un po’ come la dicitura “antica ricetta” sulla scatola dei biscotti: evoca subito il ricordo dei biscotti fatti in casa dalla nonna, ma poi - se uno si ferma a pensare - un’antica ricetta per biscotti cattivi farà cattivi biscotti anche oggi… e quindi “antica ricetta” non qualifica il prodotto in nessuna maniera utile al consumatore.

Infine, credo che gli elettori per primi dovrebbero maturare la consapevolezza che i politici vanno votati sulla base delle proprie idee… politiche! Se poi queste idee provengono dalla lettura del Vangelo o da quella del Capitale - io credo - non dovrebbe interessare più di tanto.

Pertanto - in maniera un po’ provocatoria - io dico che quello delle “quote di cattolici” è un falso problema. Il vero problema è che al PD sembrano mancare molte delle categorie mentali che invece gli sarebbero indispensabili per articolare un discorso di senso compiuto (e qui mi riferisco più al panorama nazionale che a quello di Bologna, che conosco poco).

Ecumenici saluti,
Mac.

#1 
Scritto da mac il 18 febbraio, 2010 @ 22:29

Parole sagge, caro Mac. Un saluto a Stoccolma, che prima o poi verremo a visitare.

#2 
Scritto da Paolo Natali il 19 febbraio, 2010 @ 15:28

Come fa un cattolico ad appartenere ad un partito che equipara le coppie di fatto anche omosessuali al matrimonio?!
L’esempio della Binetti è eclatante della direzione presa dal PD!

#3 
Scritto da Silvio il 17 marzo, 2010 @ 23:25

Mi sembra che tu (se posso darti del tu) faccia una erta confusione. Personalmente non condivido affatto questa equiparazione. In alcuni casi tuttavia (ad esempio per l’accesso ai nidi) non si possono discriminare bambini nati da coppie sposate o da coppie di fatto. Quanto alla Binetti, la sua scelta è segno di una sensibilità personale che non rappresenta la scelta dei tanti cattolici che continuano ad aderire al PD.

#4 
Scritto da Paolo Natali il 18 marzo, 2010 @ 00:34

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