Imparare a partecipare

Questo post è stato scritto da Paolo Natali il 21 febbraio, 2010

Come preannunciato il 21 febbraio ho svolto una relazione al seminario su “Imparare a partecipare” organizzato dagli amici dell’Associazione “Sostenere non sopportare”. Per scaricare clicca su imparare-a-partecipare

Unisco anche il testo di un articolo su “Muoversi a Bologna” scritto per la rivista della medesima associazione. Per scaricare clicca su mobilita

Commenti dei lettori

Sulla partecipazione è anche importante che chi partecipa ne abbia titolo!

Se ad esempio si dovesse discutere il restauro del Nettuno non credo che questo venga deciso dagli abitanti di Tokio in quanto “turisti” che frequentano la piazza…..
Cosa che invece è successa nel progetto Pratello discusso quasi esclusivamente da operatori commerciali e “frequentatori della via” i residenti nelle riunioni si contavano sulla dita di una mano. La legalità dovrebbe tra l’altro prescindere dalla rappresentatività, se in 10 ci divertiamo a prenderti a sberle vuol dire che abbiamo ragione noi??? E’ ovvio che i “frequentatori” delle notti dello sballo sono in numero maggiore di chi in quella zona RESIDENZIALE vuole dormire. La logica (leggi urbanistica) vuole che feste notturne di strada, locali aperti tutta la notte con gente in mezzo alla via ad urlare si trovino in zone NON RESIDENZIALI. Ma gli interessi economici e la miopia politica non fanno mai vedere oltre al proprio naso.

Daniele

#1 
Scritto da daniele il 22 febbraio, 2010 @ 10:56

Da quanto mi risulta il progetto Pratello non è stato egemonizzato dagli operatori commerciali e dai frequantatori della via ma ha visto una buona partecipazione da parte dei residenti. Circa la rappresentatività intendo la necessità che una figura terza, una sorta di garante della partecipazione, possa verificare nel tempo quante persone continuano a sostenere le idee e le posizioni di un comitato costituitosi magari diversi anni prima.

#2 
Scritto da Paolo Natali il 22 febbraio, 2010 @ 11:03

Non importa un garante che conti quante sono le persone di un comitato per capire se quel comitato è portavoce di problemi oppure no. E non dovrebbe servire un comitato se amministrazione e policiti facessero il loro dovere invece di scaldare solo poltrone. Non serve attaccare un comitato per far sparire i problemi. Attaccare i cittadini invece di affrontare i problemi serve solo per far perdere ancora più credebilità alla politica. Ed in questo momento francamente ne avete già persa abbastanza da soli senza bisogno di farvi venire altre idee per perderla maggiormente.

#3 
Scritto da Gianni il 23 febbraio, 2010 @ 10:24

Io invece credo che non sia indifferente per chi amministra sapere se l’opinione espressa da un Comitato rappresenta solo il punto di vista di un portavoce o di un numero maggiore di cittadini.

#4 
Scritto da Paolo Natali il 23 febbraio, 2010 @ 15:27

io ho firmato un esposto contro un bar insieme ad altri 70 residenti ed abbiamo firmato solo fra residenti di due soli condomini di via pratello. Non credo che siamo solo noi 70 a lamentarci. Quando qualcuno del comitato della zona parla io mi sento rappresentato da loro. Quando parlate voi politici non mi sento rappresentato da nessuno. E non siamo solo in due condomini a lamentarci della pessima situazione della zona. Forse se vi voste letti i nostri esposti (e non credo che siamo gli unici ad averne fatti)conoscereste un pò meglio i problem. O sperate di prenderci per sfinimento? Mi è incomprensibile poi che vi rendiate conto dei problemi solo se c’è qualcuno che ve li sottopone. Ma dove abitate? In una altra città?

#5 
Scritto da Gianni il 26 febbraio, 2010 @ 17:34

Il discorso dei 70 condomini mi pare proprio quello che è rappresentato nella frase del documento allegato (incollo):
“In un momento storico segnato dall’individualismo, dal rifugio
nel privato, dallo scarso senso del bene comune (ciò che è pubblico non è di tutti, e
quindi anche mio, ma di nessuno) e dall’attenzione esclusiva ai propri interessi
personali si spiega lo scarso interesse suscitato dalla discussione attorno ad un piano
urbanistico e la grande partecipazione suscitata dalla eliminazione di dieci posti auto
sotto casa per far posto alla corsia preferenziale di un bus.”

Non la vedo però come difetto di partecipazione ma decadenza di una società ex civile, mi spiego meglio: Noi conviviamo civilmente non in virtù di qualche magico incantesimo ma perchè tutti quanti osserviamo delle leggi scritte. Non si può uccidere o rubare ecc. ecc..
Negli ultimi due decenni circa osservo invece come l’applicazione delle leggi sia opzionale per la pubblica amministrazione, montagne di esposti ignorati, denunce alle quali nessuno risponde chiamate inascoltate ecc… La problematica del condominio di Gianni (sono anche io della zona a qualche centinaio di metri di distanza) credo che alcuni anni or sono sia sfociata anche in rilievi fatti da ARPA che giudicarono fuorilegge la zona per quanto riguarda la rumorosità notturna e sollecitava il comune a provvedere, il comune NON ha provveduto e nulla è successo, una responsabilità solo a parole quindi. Quando si parla di urbanistica di parla di “zone acustiche” limiti di rumorosità ecc.. ecc.. la giurisprudenza italiana tramite sentenze sempre a favore dei residenti vedere:
http://www.ambientediritto.it/Giurisprudenza/2010/rumore_2010.htm
stabilisce che il comune debba intervenire sulle cause regolamentando gli orari dei pubblici esercizi, in questo modo si favorisce l’insediamento di arttività commerciali notturne “problemtiche” in zone non residenziali come dovrebbe essere… Trovo letteralmente osceno che si siano formati comitati che si battono per il rispetto delle leggi, le istituzioni dovrebbero tutelare la vita dei cittadini prima che gli interessi economici a Bologna purtroppo questo per il momento non avviene.
Daniele, un normale cittadino che parla per se e la famiglia che non si sente certo rappresentato da politci che confondono la tolleranza verso un disagio momentaneo con la complicità verso dei reati quotidiani.
La partecipazione specie in materie delicate come l’urbanistica si fa nel rispetto rigoroso delle leggi e non allo scopo di aggirarle.

#6 
Scritto da daniele il 26 febbraio, 2010 @ 20:03

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