Tper e l’abusivismo

Questo post è stato scritto da Paolo Natali il 17 maggio, 2014

Una delle questioni che stanno più a cuore agli utenti del servizio di trasporto pubblico , è quella dell’abusivismo, cioè dei passeggeri che non pagano il biglietto. Si tratta non solo di un problema di legalità e di equità sociale ma anche di un aspetto rilevante rispetto al bilancio dell’azienda che gestisce il servizio.

campagnaabusivismo1

Campagna contro l'abusivismo

I risultati raccolti, attraverso una intensificazione dei controlli, sono davvero incoraggianti.I passeggeri controllati sono raddoppiati tra il 2010 ed il 2013 (quasi due milioni l’anno passato).

Nello stesso periodo le multe sono quasi triplicate, passando da 63.000 a 158.000.

I soldi incassati sono quasi raddoppiati, passando da 1.600.000 a 3.100.000 €.

Ma l’effetto più rilevante è stato quello del considerevole aumento dei ricavi dalla vendita dei titoli di viaggio (biglietti, City pass e, soprattutto, abbonamenti mensili), segno che la maggiore efficacia dell’attività di controllo ha avuto un effetto deterrente nei confronti dei passeggeri abusivi.

Alla luce di questi lusinghieri risultati l’azienda continuerà con sempre maggiore energia nell’azione intrapresa. Nei prossimi mesi, accompagnata da un’intensa attività di comunicazione e d’informazione, si procederà, come già preannunciato, all’introduzione dell‘obbligo di obliterazione di tutti i titoli di viaggio, abbonamenti compresi, come già avviene in altre città.

Questo provvedimento, attraverso il controllo sociale, dovrebbe produrre ulteriori obiettivi in termini di limitazione dell’abusivismo.

Tag:,

Commenti dei lettori

BUS – BIGLIETTI - ABUSIVISMO

Caro Paolo
Da un po’ di tempo a questa parte si riflette sul futuro, su quale società dobbiamo costruire anche coi figli, viste le crisi economiche internazionali – il consumo di terre e ambiente con relative catastrofi - gli sprechi alimentari……..

Penso che anche la eccessiva automazione con relativa riduzione dei posti di lavoro , debba essere rivista. Si è esagerato.
Uno dei casi quotidiani più eclatanti è proprio l’abusivismo sui mezzi di trasporto pubblico.
Quando oltre all’autista c’era anche il bigliettario, questi svolgeva una azione sociale, oltre al controllo e prevenzione.
Queste figure professionali sono state eliminate: ma il risparmio economico ce lo mangiamo mettendo in cassa integrazione i lavoratori – subendo da anni l’emorragia dell’abusivismo - ………..

Non sono per la decrescita felice, ma per porre un limite a scelte di pseudo progresso, e tornare a politiche sociali dalla parte dei lavoratori – pensionati e tutte le fasce fragili della nostra società.

Enrico morganti

#1 
Scritto da enrico il 22 maggio, 2014 @ 21:37

Grazie caro Enrico. Le tue considerazioni sono condivisibili ma ti prego di credere che la reintroduzione della figura del bigliettario comporterebbe costi assolutamente insostenibili per i bilanci di un’azienda di trasporto pubblico.

#2 
Scritto da Paolo Natali il 23 maggio, 2014 @ 08:12

è vero, tutti dovrebbero pagare il biglietto dell’autobus. Però sappiamo che ci sono molte persone, causa la crisi economica, che non sono in grado di farlo.
Penso che l’azienda dovrebbe permettere a queste persone, attraverso la dichiarazione ISEE, di avere biglietti ed abbonamenti a prezzo agevolato.
Questo secondo me, farebbe aumentare le entrate, perchè se non pagano il biglietto, tanto meno potranno pagare le multe.

#3 
Scritto da Gianni Pillastrini il 24 maggio, 2014 @ 13:50

Francamente non sono in grado di valutare quanti di coloro che non fanno il biglietto siano “abusivi per necessità”. L’abbonamento mensile impersonale costa 36 €, il viaggio con City Pass 1,2 €. L’idea di modulare il prezzo per fasce ISEE è comunque buona ma andrebbe girata al Comune, al quale compete la determinazione delle tariffe.

#4 
Scritto da Paolo Natali il 24 maggio, 2014 @ 15:59

Aggiungi un commento

* usa un nome vero
* non verrà pubblicata

Articolo precedente: Elezioni Europee