Il Passante e il mandato amministrativo

Questo post è stato scritto da Paolo Natali il 17 marzo, 2017

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Sistema tangenziale/autostrada di Bologna

Azzardo una previsione. La vicenda del Passante di mezzo (ovvero del Potenziamento in sede del sistema autostrada/tangenziale di Bologna) segnerà in misura determinante l’intero mandato amministrativo 2016/2021 e ne condizionerà fortemente gli esiti ed il consenso degli elettori.

Cerco di spiegarmi. La prima giunta Merola, con la firma dell’accordo interistituzionale del 16 aprile 2016, ha bruscamente chiuso il lungo e tormentato dibattito attorno al Passante Nord, approvando di fatto il progetto preliminare del Passante di mezzo. Dopo le elezioni del giugno scorso, che videro la vittoria al ballottaggio di Merola, si aprì il controverso confronto pubblico sul progetto, conclusosi a fine ottobre. Al termine di una rapida trattativa, il 16 dicembre è stato firmato il verbale conclusivo con il quale sono state concordate le integrazioni e le modifiche da inserire nel progetto definitivo.

Si è quindi aperta il 10 gennaio la procedura di VIA presso il Ministero dell’ambiente. La giunta Merola ha approvato il 7 marzo un corposo documento contente tutte le osservazioni e le prescrizioni da portare in sede di VIA e che dovrebbero condizionare la progettazione esecutiva e soprattutto l’attuazione del progetto e la gestione dell’infrastruttura. Vale la pena di segnalare che a questo risultato si è giunti dopo alcuni mesi caratterizzati da una certa tensione nelle relazioni tra giunta e consiglieri (di minoranza e di parte della maggioranza) in ordine al ruolo d’indirizzo del Consiglio comunale.

Il progetto comunque si realizzerà. Una decisione d’altro canto era ormai inevitabile. Il punto debole dei Comitati che si oppongono al Passante è che essi sembrano sottovalutare la situazione assai critica (dal punto di vista trasportistico e di conseguenza ambientale) già oggi esistente, soprattutto in tangenziale, e non sono stati in grado, a mio giudizio, di proporre un’alternativa fattibile e credibilmente migliorativa (non lo sono infatti, per ragioni diverse, né il Passante Nord, nè quello Sud, nè un rafforzamento, comunque auspicabile, del sistema di trasporto pubblico). Qualcosa quindi va fatto ed il progetto del Passante di mezzo, nei documenti che l’accompagnano, promette in cascata un miglioramento del sistema trasportistico, delle sue ricadute ambientali sulla qualità dell’aria e sul rumore e, conseguentemente, sulla salute dei cittadini, oltre ad una serie di compensazioni (interventi d’inserimento paesaggistico ed architettonico, fasce arboree, aree a verde, connessioni ciclabili e viabilistiche locali, mitigazioni ambientali, riqualificazioni territoriali, ed opere di adduzione al sistema tangenziale).

E’ legittimo e per certi versi doveroso dubitare che il Passante rappresenti davvero la soluzione ottimale dei problemi del nodo di Bologna. La procedura di VIA in corso dovrà proprio servire da un lato a verificare con il massimo rigore le tesi di Autostrade, anche attraverso la richiesta di integrazioni ed approfondimenti documentali, dall’altro a formulare tutte le prescrizioni che si riterranno necessarie per il raggiungimento degli obiettivi previsti. Tra gli strumenti utili a garantire il costante monitoraggio della situazione e l’adozione dei provvedimenti che si rendessero necessari per una gestione sostenibile della fase esecutiva, segnalo l’istituzione di un Osservatorio ambientale e sanitario.

Va comunque detto, realisticamente, che soltanto a lavori ultimati, con il Passante entrato in esercizio e con il traffico a regime si potrà dire se si è fatta la scelta giusta e se la situazione è davvero migliorata.

Il problema è che, secondo il cronoprogramma allegato al progetto, questo avverrà, bene che vada, soltanto dopo l’estate 2021. Francamente è difficile prima, più facile dopo.

Ricordo che le elezioni amministrative a Bologna saranno nella primavera 2021, vale a dire prima della conclusione dei lavori ma a cantieri (estremamente impattanti, come è facile prevedere) ancora aperti.

I cittadini bolognesi insomma andranno alle urne avendo subito per alcuni anni i forti disagi dovuti ad una fase di cantierizzazione che si preannuncia da “lacrime e sangue”, senza aver ancora potuto godere degli eventuali, auspicati benefici che il Passante potrà portare.

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